L'ottocento è stato il
secolo delle grandi scoperte di cui oggi noi godiamo. Un
continuo susseguirsi di perfezionamenti, seguiti anche da
qualche delusione. Nel 1829, Stephenson,con la sua "Rochet”
iniziava l’avventura della ferrovia. In poco tempo ,la
maggior parte degli Stati moderni costruirono strade
ferrate; anche in Italia, si costruirono le prime ferrovie .
Il primo collegamento nel Regno delle due Sicilie,fu
inaugurato nel 1838 tra Napoli e Portici, cosi come nel
Regno Lombardo-Veneto, della Milano-Monza ove era presente
una certa imprenditori,pratica,efficiente,la stessa, si era
resa conto dell’importanza che assumeva il trasporto su
brevi e lunghe distanze. Ad un certo punto,tutti i maggiori
centri aspirarono ad avere una propria sede ferroviaria e
quando le loro richieste non vennero prese in considerazione
dalle grandi compagnie,(come la Rete Mediterranea, la Rete
Adriatica e la Rete Sicula),favorirono la istituzione di
consorzi per gestire - previa la loro costruzione - linee
ferroviarie affidandole a società.
Trascorsi 3 anni
dalla stipula del Consorzio si stipulò un
contratto per la costruzione e l’esercizio della
ferrovia.Gli inglesi dominavano la scena nel campo delle
costruzioni ferroviarie e fece figura un certo Robert
Trewhella, imprenditore costruttore …. faccendiere con il
fratello John riuscì ad stipulare il compromesso , con il
Consorzio, prima della concessione governativa. Lo stesso si
impegnò a redigere i progetti , costruire la linea, gestirla
a sue spese, alla manutenzione ecc…Di contro il Consorzio si
obbligava a elargire al Trewhella tutte le somme stanziate
dallo Stato, a non accordare ad altri concessioni per linee
o tranvie e di pagare la somma di Lire 1.200,000 in quattro
rate annuali a partire dall’anno successivo all’inizio dei
lavori ! Trewhella presentò il progetto al Ministero dei
Lavori Pubblici per l’approvazione , che tra alti e bassi ,
contrassegnò tensione tra il Consorzio e lo stesso
Trewhella.Il Ministero approvò i progetti dell’ingegnere
inglese riducendo però , d’ufficio gli importi segnati ed
altre restrizioni. Naturalmente le clausole imposte dal
Ministero indussero Trewhella a costruire solo la ferrovia ,
ma non a gestirla. Nonostante tutto,tra una promessa e
l’altra , il 23 maggio 1889 si giunse all’accordo e all’atto
formale che consentiva la costruzione della Circumetnea e
l’incarico fu conferito alla Società Siciliana di Lavori
Pubblici ( di appartenenza allo stesso inglese !!! ) La
linea doveva essere costruita utilizzando lo scartamento
ridotto di 950 mm, secondo il tipo 4 , delle ferrovie
economiche con rotaie 25/uni, oltre che per motivi di
economia, anche alla possibilità di inserirsi in un ramo di
linea sempre a scartamento ridotto che da Dittaino o
Leonforte , raggiungesse Regalbuto.Il primo tratto
inaugurato fu Catania Borgo – Adernò di 35,543 km , il 2
febbraio 1895, seguiti a ruota da Catania Borgo – Gaito il
13 marzo 1895, Adernò – Bronte il 2 giugno 1895; Castiglione
– Giarre il 1 luglio 1895; Bronte – Castiglione il 30
settembre 1895; Giarre – Riposto il 25 novembre 1896. Non fu
mai costruito il raccordo tra Riposto e la Marina , come da
progetto e si dovette aspettare ancora un po’ di tempo per
la tratta Catania Gaito – Porto per il problema
dell’intersecare con la linea a scartamento ridotto,
provvedendo con un cavalcavia metallico di mt. 12 in due
campate sul binario della Catania – Messina.Finalmente , tra
mille vicissitudini con la linea della Rete Sicula il 10
luglio 1898 il collegamento Catania Gaito – Porto entrò in
esercizio e tutta la rete della Circumetnea fu completata.
Trascorsero 3.392 giorni , dall’atto di concessione !!!
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A secondo delle esigenze...
e la conformazione del territorio esse
potevano essere a scartamento ordinario o ridotto .Dopo la
nascita dei primi collegamenti ferroviari, a Palermo il 28
Aprile 1863 ed a Catania , il 3 Gennaio 1867 grazie alla
compagnia della Rete Sicula, che ebbe fattore determinante
nella allocazione degli impianti e per la scelta dei luoghi
da adibire ai posti di servizio della futura Circumetnea,
cresceva nel circondario etneo il desiderio di creare una
ferrovia che collegasse i centri etnei della provincia al
capoluogo e alla rete ferroviaria nazionale.I comuni
fortemente interessati erano quelli della fascia pedemontana
dell’Etna che, per le loro notevoli produzioni agricole
desideravano un sistema di trasporto migliore di quello
esistente.Si maturò un accordo tra gli esponenti politici
dei diversi comuni per la costruzione ai sensi del Regio
Decreto 31 dicembre 1883,n° 1833 (serie 3) , di un Consorzio
tra la Provincia di Catania ,la Camera di Commercio ed Arti
di Catania, ed i comuni di Riposto, Giarre , Mascali ,
Piedimonte Etneo ,Linguaglossa, Castiglione di Sicilia,
Randazzo, Maletto, Bronte, Adrano (allora Adernò),
Biancavilla, S.M. di Licodia, Paternò, Belpasso,
Misterbianco e Catania per promuovere la costruzione e
l’esercizio di una ferrovia chiamata “Circumetnea” che
collegasse in modo permanente Catania, Giarre, Riposto. La
partecipazione al concorso finanziario era aperta anche ai
privati e agli enti morali. I rappresentanti del Consorzio
costituito, non erano certo degli esperti ferroviari e si
videro costretti a valersi di progettisti e tecnici locali e
stranieri, anche improvvisati, mentre a Catania infuriavano
le polemiche , sulla idoneità dei luoghi scelti per le
installazioni degli impianti e per i percorsi che avrebbe
dovuto seguire la nascente “Circumetnea” nell’area urbana.
Si disse:
“ traversandosi la strada Pebliscito con un binario per
andare al Porto,per la parte di Mezzogiorno si andrebbe
incontro a grandissimi ostacoli … dopo tanto denaro speso
per quella magnifica strada … ( di allora !!) , non si
potrebbe mai ammettere un simile sconcio. Se invece si
volgesse il binario per la parte tramontana traversando la
città verso il quartiere Borgo,e da qui si costeggiasse la
carreggiabile Messina - Catania per arrivarle al Porto …..”
Su questa tesi L’ing. arch. Lo Turco previde l’innesto
della Circumetnea al “ primo passaggio a livello
di Ognuna Casello n°82 (della Rete Sicula) pagando all’occorrenza un canone
proporzionalmente pel consumo delle guide delle rotaie”.